PROGRAMMAZIONE

Anno
1951
Durata
87 min.
Regia
Piero tellini
Cast
Totò, Aldo Fabrizi, William Tubbs, Carlo Delle Piane, Ave Ninchi, Aldo Giuffrè, Mario Castellani
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Guardie e Ladri

Commedia
Ferdinando esposito si procura da vivere truffando turisti e passanti. Un giorno vende una moneta falsa come antica, ad un americano, verrà scoperto da un agente di polizia…
Anno
1951
Durata
87 min.
Regia
Piero tellini
Cast
Totò, Aldo Fabrizi, William Tubbs, Carlo Delle Piane, Ave Ninchi, Aldo Giuffrè, Mario Castellani
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Guardie e Ladri

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VILLA GIOVANNINA

Villa Giovannina è una residenza storica con annessa barchessa e parco, un esempio di architettura veneta di fine ottocento, caratterizzato dal susseguirsi nell’arco di poco più di un secolo di ben 15 proprietari non originari della zona. La villa deve il suo nome a Giovanna Minto (Mestre, 27/10/1839 – Villorba, 17/02/1912) che assieme al marito Giovanni Cav. Uccelli (Trieste, 21/02/1842 – Fiume, 11/02/1913) ne commissiona la costruzione all’architetto Luigi Zabeo, noto nell’ambiente di Trieste in quanto progettista del Palazzo Geringer.
Gli Uccelli sono residenti a Trieste ed è proprio nella città asburgica che conoscono l’architetto Luigi Zabeo (Costantinopoli, 14/09/1855 – Trieste, 19/11/1888) già noto a Trieste in quanto progettista di un altro edificio di rappresentanza il Palazzo delle Assicurazioni Generali (comunemente conosciuto come Palazzo Geringer) nonché decoratore di Palazzo Kalister.
La firma di Luigi Zabeo compare
incisa tra le bifore nel lato ovest della villa: L. Zabeo Arch.: eresse. La Villa, con annessa barchessa adibita a scuderie e rimesse, viene vissuta dai coniugi Uccelli come casa di villeggiatura immersa nella campagna trevigiana.
Villa Giovannina è riccamente e variamente decorata: il monumento è molto bello e l’impianto iconografico certamente è stato concordato tra i committenti e il pittore. Un ampio parco aperto voluto dai coniugi ospita una vasta vegetazioni tra i più significativi troviamo dei cedri dell’Himalaya secolari, il giardino all’italiana, è uno stile di giardino di origine tardo-rinascimentale ed è caratterizzato da una suddivisione geometrica degli spazi ottenuta con l’utilizzo di filari alberati e siepi, di sculture vegetali di varia forma ottenute con la potatura di cespugli sempreverdi (topiarie), specchi d’acqua geometrici, spesso accostati ad elementi architettonici quali fontane e statue. I coniugi vivevano con l’intera servitù della quale faceva parte una certa Carolina Bussmann, la governante, molto cara alla coppia. La signora Uccelli si ammalò e per questo motivo a inizio ‘900 si spostarono a Catania nel tentativo di trovare un ambiente più salubre ma furono costretti a tornare a Villorba a seguito del terremoto di Messina avvenuto nel 1908, di lì a poco la signora Uccelli morì 19/02/1912 e l’anno successivo muore anche il cavaliere. La villa viene lasciata con annessi scuderia e parco alla governante Carolina Bussmann attraverso un testamento così intestato: “Alla nostra cara figlia” (spiegare) Carolina decide di trasformare la villa in un centro per l’infanzia abbandonata prendendo accordi con il parroco di Lancenigo ma alla vigilia della prima guerra mondiale e per una donna al tempo non era consigliabile rimanere sola in una villa così grande, quindi decide di trasferirsi a Lodi dalla sorella dove trova la famiglia tanto desiderata; di conseguenza decade il progetto della casa dell’infanzia abbandonata e la villa viene messa in vendita. Il secondo acquirente si chiama Prospero Durante, di origine genovese e lavora nell’ambito dei cantieri navali, nel 1922 acquisisce la villa, che l’anno seguente vende ad una famiglia brasiliana “Sambi” , composta da Massimiliana, la capo famiglia, il marito e il loro figlio. Nel ‘28 rimettono sul mercato la villa e i successivi acquirenti sono la famiglia Olivotti. Composta da : Alessandro Olivotti, la moglie Alessandrina Carti, detta “Drina” e l’omonima figlia, hanno origini fiorentine e il padre conduce una fiorente attività di antiquariato nel veneziano, Villa Giovannina diventava il compromesso ideale alloggiare la propria famiglia lontana dalla confusione della città veneziana. A pochi metri della villa c’era la stazione dei treni che permetteva ad Alessandro di raggiungere comodamente la città lagunare, gli Olivotti compiono un importante attività di restauro nel ‘29 introducendo il riscaldamento a stufe in tutte le stanze della villa e abbellendo ulteriormente la villa grazie ad un arredo in stile giapponese, stesso anno nel quale Alessandro apre un’attività di antiquariato a New York precisamente nella 5th Avenue (fifth eveniu)NYC e indiscrezioni raccontano che il negozio si trovava dove oggigiorno si trova il negozio di Ralph Lauren. A seguito della crisi del’29 fu costretto a chiudere tutte le attività e a vendere tutte le sue proprietà, compresa la villa, per poi ritirarsi nella città natia di Firenze. Durante la seconda guerra mondiale diviene commando delle ss tedesche e una leggenda narra che sotto ad una delle dune nel parco della villa vi sia nascosto un carro armato militare. Negli anni ‘40 subentra la famiglia Galletti. Il capo famiglia fu Alberto Galletti. Egli era un commerciante di origine friulana, che lavorava al Lido di Venezia. La famiglia usò la Villa come casa vacanze per i figli dal ‘39 al ‘68. Nel ‘68 vendettero ai Padri Monfortani, una congregazione di origine Francese, i quali diedero via al suo frazionamento. Quindi Luigi Maria de Monfort, il priore, volle finanziare la costruzione del loro convento, con la vendita della villa con antistante giardino, alla coppia Dina Zamberlan e Tulio Grandene, mentre il restante frammento di giardino viene assegnato alla famiglia Schiavon, che lo impiega nella propria industria di prefabbricati. Nel 1980 la villa venne venduta a due fratelli trevigiani i Tiberi, i quali erano molto riservati e perciò fecero crescere una folta vegetazione nel parco. Fu di loro proprietà fino ai primi anni duemila e successivamente il Comune ne divenne l’unico proprietario. L’immobile, di proprietà dell’Amministrazione Comunale dal 2006, è stato restaurato e portato al suo antico splendore da recenti lavori eseguiti sotto il diretto controllo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali del Veneto Orientale ed ospita oggi alcuni uffici comunali.